3 validi motivi per frequentare il summer camp

In quanto insegnante mi viene spesso chiesto un parere dai genitori in merito al fatto che sia giusto o meno iscrivere il proprio figlio ad un summer camp estivo in inglese, dopo che il bambino ha frequentato la scuola tutto l’anno e, quindi, ha desiderio di cambiare, fare cose diverse.

La risposta è si, ma solo se il bambino manifesta interesse per l’inglese, ha curiosità di conoscere le lingue, o, comunque, accetta la sfida di fare qualcosa di diverso; non nel caso in cui venga forzato. Se il summer camp è frequentato da bambini motivati, che desiderano essere presenti, il risultato viene raggiunto con un successo condiviso. Quindi, se di base c’è già il desiderio di frequentare un summer camp o rispetto alla richiesta da parte del genitore la risposta è positiva o anche solo neutra, quale migliore occasione può esserci di un summer camp per imparare l’inglese nell’età in cui il bambino è ricettivo al massimo?

Nel summer camp il bambino si trova letteralmente immerso in un contesto che non è il suo, è costretto ad uscire dalla zona di comfort, anche nelle piccole cose. Questo genera un senso di paura inizialmente e pensieri come: “… Ma queste maestre parlano solo in inglese e io non ci capisco niente!”; “A scuola sono il più bravo, ma qui sono un somaro, io non so niente di questa lingua”. Il senso di trovarsi in una situazione di difficoltà aiuta il bambino a mettersi in gioco, a sfidarsi e… di conseguenza, a crescere. Rispetto a questa situazione il bambino può essere solo consolato dicendo: “Vedrai che tra poco capirai, non ti preoccupare”; “Resta con noi e vedrai che domani andrà meglio”. E cosi accade davvero. Arriva quel momento in cui tutte le frasi incomprensibili pronunciate dalle insegnanti iniziano ad essere capite, comprese e non fanno più paura. Se un bimbo deve andare in bagno diventa normale chiedere: “Can I go to the toilet?” oppure: “Can I have some water?” se ha sete.

Il bambino inizia a vedere che l’inglese non è solo una lingua straniera, ma è anche molto divertente. In inglese si può giocare, si possono ascoltare fiabe fantastiche e ci sono anche delle bellissime canzoni! Imparerà tutto ciò che di bello è legato ad una lingua e quando, da adulto, dovrà fare un passo in più, sarà facile, sarà normale, come è stato per quelli tra noi che hanno avuto la possibilità di farlo. E se non hai avuto questa fortuna, credimi, è il regalo più bello che puoi fare a tuo figlio!

 

 

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.
Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.