Connecting dots: affrontare la vita con il giusto bagaglio

Nessuno di noi sa cosa ci riserverà il futuro. È una cosa che a volte ci angoscia, ma fa parte della bellezza della vita e proprio per questo affrontare la realtà senza tenere aperte tutte le possibilità derivanti dai nostri interessi e dalle nostre passioni è per lo meno poco lungimirante. Specialmente quando si vive in un mondo vario e in costante movimento come quello in cui siamo attualmente immersi.

E questo non è solo un insieme un po’ scipito di frasi fatte, ma la mia personale esperienza. Nella vita sono una di quelle persone che ha scelto di percorrere la così detta “strada in salita”: con un bagaglio di studi classici e una specializzazione in filosofia ci si sarebbe aspettati come minimo la disoccupazione e come massimo una difficoltosa carriera da insegnante. Invece il primo lavoro in cui mi è capitato di imbattermi è stato quello di segretaria in una scuola di lingue. Un po’ strano? Forse, ma in effetti è proprio l’inaspettato che ti aiuta a mettere in campo quelle risorse e conoscenze che è bene non trascurare nel proprio percorso di formazione perché, come diceva il fondatore degli scout Baden Powell: “estote parati”. Bisogna sempre essere pronti!

In effetti, a ben guardare, il mio percorso di studi è sempre stato improntato non solo a una specializzazione in campo umanistico, ma anche a sviluppare e ampliare ambiti minori per cui avevo passione e curiosità che poi sono proprio quelli che mi trovo a mettere in gioco nella vita di tutti i giorni.

È così, quindi, che gli studi di inglese e informatica, già intrapresi al liceo più per passione e per curiosità che per un effettivo scopo di formazione professionale, si sono rivelati fondamentali alleati nel mondo dell’ufficio e della comunicazione con persone che hanno dedicato la loro vita allo studio delle lingue. E non solo! In realtà la mia specializzazione in ambito filosofico ha avuto molto a che fare anche con il linguaggio e i tipi di conoscenza che ad esso si collegano, anche perché la filosofia stessa ha profonde radici nel nostro linguaggio quotidiano. Dunque si può dire che la mela non sia caduta così lontana dall’albero.

Tutto ciò mi fa pensare a quel famoso discorso che tenne Steve Jobs ai laureandi della Stanford University nel 2005, non a caso affrontato in una lezione di inglese del liceo. In tale circostanza il fondatore della Apple parlava di “connecting dots”, ossia di quel lavoro di ricollegare quei fatti del passato che a un primo sguardo possono sembrare casuali, ma sono proprio quelli che, messi in comunicazione tra loro, ti portano a diventare ciò che sei. Anche a me capita di connettere i punti della mia formazione e di vedere come essi mi aiutino nella mia vita attuale. E ciò che vale per il passato deve anche servire da aiuto per il futuro: è importante seguire e sviluppare passioni e interessi sempre vari perché prima o poi nella vita potranno tornarci veramente utili!

 

Lucia Regazzoli, collaboratrice di Centro Studi Ad Maiora