Il viaggio

Oggi vorrei parlarvi della mia personale esperienza con il viaggio che mi ha accompagnato in particolar modo a partire dai diciassette anni. Ho cominciato con viaggi brevi quando si scopriva per la prima volta il potere di Ryanair e la possibilità di viaggiare a prezzi ridottissimi. Cominciai con brevi weekend nelle più famose capitali europee accompagnata da fedeli amiche che condividevano con me la passione per la scoperta di nuovi paesi.

E poi a diciassette anni feci l’esperienza estera più duratura rispetto a quelle fatte fino a quel momento e cioè arrivarono gli Stati Uniti. Non si trattava più di un fine settimana o di qualche giorno sporadico ma di un viaggio dove si richiedeva capacità di adattamento. Ho avuto la fortuna di entrare in una cultura completamente nuova e ad una mentalità totalmente diversa da quella europea. Di questo periodo porto con me un cambio totale a livello linguistico che mi ha aiutato nell’acquisire quella solidità nell’inglese che è stata fondamentale negli anni universitari.

Nonostante la crescita personale durante l’esperienza americana, il vero cambio è avvenuto con il primo viaggio in totale autonomia che è stato l’Erasmus in Polonia. Dall’esperienza in terra polacca porto nel mio bagaglio tante cose che a distanza di tre anni sono convinta che mi abbiano cambiata profondamente. La capacità di adattamento ad un paese dove non conoscevo la lingua, la capacità di stare in gruppo ma anche di stare sola, l’autonomia e l’indipendenza, l’aprirsi a nuove culture, abbandonare ogni preconcetto. Ho dovuto adattarmi ad un paese con orari diversi, un clima e una mentalità differente. Quindi ho portato tutto questo con me per capire che il mio spirito di adattamento è forse la parte che più mi contraddistingue.

Queste nuove consapevolezze mi hanno accompagnata nell’andare in Spagna, un paese dove ho vissuto ripetutamente negli ultimi due anni per diverse esperienze sia di studio che di lavoro e che mi ha completamente rapita. Quando sono partita per la prima volta nel 2016 avevo una consapevolezza diversa nei miei mezzi, ero più grande ma non avrei mai pensato di trovare lì la mia seconda casa. Nel primo viaggio fatto per motivi di studio a Siviglia mi sono resa conto che non sarebbe stata solo un’esperienza passeggera ma un qualcosa che ancora oggi ogni giorno mi accompagna. Rispetto ad altri viaggi qui mi sono ritrovata completamente assorbita dalla cultura locale e anche oggi che da qualche mese sono stabile a Brescia i riferimenti alla cultura andalusa sono presenti nella mia vita.

Nonostante io sia stata fortunata e abbia avuto esperienze positive non significa che siano state facili. Ogni esperienza di questo tipo si caratterizza per infinite paure e ansie che sono necessarie per superare alcuni limiti personali. E se anche l’esperienza è negativa, se per caso qualcuno non se la sentisse di terminarla non è mai una sconfitta perché in ogni caso ci ha insegnato qualcosa di noi che non sapevamo. Dunque, viaggiate e se ne avete la possibilità fate almeno un viaggio da soli senza lasciare che la paura di un paese straniero vi blocchi perché credetemi che se vi date l’occasione di partire senza preconcetti il viaggio sarà un qualcosa che vi cambia profondamente.

 

Marta Botti, insegnante di inglese e spagnolo presso Centro Studi Ad Maiora

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