Le festività natalizie in Albania

Con piacere descrivo le festività natalizie nel mio paese d’origine, l’Albania…

Per me è molto piacevole intraprendere un mini-viaggio nel tempo e ricordare i gradevoli momenti della mia ormai lontana infanzia, vissuta a Tirana, la capitale dell’Albania. Sebbene nel mio paese natale le feste di fine anno siano molto sentite, è doveroso precisare che la lunga attesa ed i preparativi in merito, riguardano soprattutto la festa di Capodanno.

Nel mio paese ha governato per circa cinquant’anni il regime comunista, che non concede la libertà di culto. Di conseguenza chiunque avesse delle credenze religiose, non poteva manifestarle apertamente. Io sono nata nel 1989, ed in quel periodo il regime era già caduto, perciò mi reputo “all’oscuro” degli anni dei divieti. Tutto ciò che so in proposito, mi è stato raccontato dai miei genitori e dalla mia amata nonna, una signora molto credente, cattolica convinta, che pregava di nascosto. E forse è proprio questo il fascino dell’Albania oggigiorno, un paese ormai totalmente democratico in particolare dal punto di vista religioso. Le chiese si trovano accanto alle moschee, i musulmani si congratulano con i cristiani nel giorno del Natale e della Pasqua e viceversa. Ecco, in proposito, bisogna specificare che la percentuale maggiore della popolazione è di religione musulmana, vi è poi, al secondo posto, la religione greco-ortodossa, ed infine, la percentuale minore spetta al cattolicesimo. Fatte le dovute premesse, nella mia famiglia, a causa di un “mix” nelle generazioni passate, facciamo parte della seconda e terza categoria. Mio padre è cattolico, mentre mia madre è ortodossa, io sono stata battezzata con rito cattolico, fortemente voluto dalla mia nonna molto credente, a cui accennavo poco fa. Ho, quindi, trascorso la mia infanzia ad attendere il Natale con impazienza, come ogni altro bambino, ad attendere regali, a decorare l’albero che in Albania viene erroneamente definito “albero di fine anno” proprio a causa di questo concetto di “festività di fine anno” piuttosto che di mero Natale. Piccole differenze a parte, la magia e l’incanto rimangono un po’ ovunque le stesse. La città decorata ricordo fosse più invitante che mai e sicuramente si era soliti non badare a spese, in questo periodo magico. I nostri piatti tradizionali includono per lo più degli antipasti a paese di formaggi tipici, il tacchino al forno (che ricorda in parte quello del ringraziamento americano) e l’immancabile dolce “bakllava” , il mio preferito in assoluto, a base di sfoglie stese a mano e noci. Certamente, negli anni passati in Italia, ormai ben 16, io e la mia famiglia ci siamo adattati, consapevolmente o meno, alle usanze e tradizioni italiane, specialmente mia madre, la quale, cuoca straordinaria qual è, preferisce ormai dedicarsi a qualche pietanza italiana, sperimentando e apprendendo sempre più i segreti della migliore cucina al mondo. Tutto sommato, quando si tratta di Natale, tra decorazioni, delizie, luci, regali ed atmosfera, potrebbe sembrare banale…. ma forse è universale, forse siamo davvero tutti più buoni.

  Megi Metushi
Insegnante di inglese e tedesco presso Centro Studi Ad Maiora

 

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