Lingua e cultura: binomio imprescindibile.

Ripensandoci ora, mi rendo sempre più conto di quanto il viaggiare mi abbia reso maggiormente in grado di accettare le differenze culturali dei diversi paesi. Una lingua è l’espressione di una cultura ed esserne consapevoli aiuta nell’apprendimento della stessa in quanto la motivazione aumenta. Nell’anno che ho trascorso a Klagenfurt  in Austria poco dopo la laurea ho insegnato italiano. L’esperienza, per me muova, è stata entusiasmante. I miei allievi erano soprattutto anziani desiderosi di rimettersi a studiare e, in particolare, di conoscere la cultura e la lingua italiana. Venivano a lezione con la voglia di apprendere ed ogni aneddoto che raccontavo loro veniva ascoltato con interesse. Come insegnante è stata una delle esperienze più gratificanti della mia vita… ed era la prima volta che insegnavo l’italiano ad adulti! L’unico caso che non ha funzionato è stato con il marito di una delle docenti dell’accademia in cui insegnavo. Mi aveva chiesto il motivo per cui avevo scelto di trascorrere un anno in Austria e gli avevo risposto che volevo migliorare il tedesco e, al tempo stesso, conoscere la cultura del paese. Comprendeva l’aspetto linguistico, ma riteneva futile quello culturale. L’esperienza non aveva funzionato probabilmente perché era interessato solo ai risultati, ma non aveva una curiosità reale nei confronti della lingua. Con i miei allievi anziani -avevano tra i 60 e gli 80 anni ed avevano vissuto una guerra se non due -, al contrario, erano soddisfazioni continue. Desideravano studiare perché molti di loro non l’avevano potuto fare in tempo di guerra ed erano affascinati dalla musica, dalla moda, dalla storia e dalla cucina italiana. Facevano errori quando parlavano, chi più chi meno, ma ci provavano e riuscivano a farsi capire ed io cercavo di continuo modi semplici per trasmettere nuovi contenuti, spiegare regole in modo lineare e preparare situazioni di vita quotidiana di cui parlare o da far interpretare… Abituata ad un’opinione non sempre brillante sul nostro paese da parte di diversi popoli stranieri, quell’ammirazione nei confronti della cultura italiana mi riempiva di orgoglio e faceva si che dessi del mio meglio. Quando uscivano per un aperitivo che in realtà per loro era l’orario di cena non mancavano di invitarmi. Si parlava tedesco, ma avermi li come rappresentante della lingua italiana, la loro Lehrerin, la loro insegnante, per loro era una gioia. In quell’angolo dell’Austria, la Carinzia, ho trascorso uno degli anni più belli della mia vita, in un ambiente verde, sulle rive del Wörthersee, il bellissimo lago dove ho imparato a pattinare sul lago e a nuotare… nel lago, cose che non avevo mai fatto, e ad andare in bicicletta per la città in inverno con la pioggia e con la neve, azioni che non avrei mai fatto a Brescia. Alla fine dell’esperienza sono rientrata in Italia non solo felice per aver migliorato il tedesco, fatto che mi ha permesso di ricevere subito due offerte di lavoro nell’ufficio estero, ma anche arricchita da quanto ho potuto apprendere dal popolo austriaco e maggiormente consapevole del valore della nostra cultura.

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.
Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.