Natural born listeners

Riflessioni sull’apprendimento linguistico e sull’approccio alla musica

 

La lingua madre  è sicurezza, quotidianità, casa. Questo ovviamente perché è talmente naturale per tutti noi comprenderla e utilizzarla che nemmeno ci facciamo più caso.

Di certo non stiamo a pensare alla declinazione verbale, all’uso proprio dell’articolo e figuriamoci se investiamo anche solo un secondo a riflettere su quale espressione sia adatta ad un determinate contesto! In parole leggermente più tecniche tutti gli aspetti meta-linguistici (ovvero i ragionamenti legati all’uso proprio e corretto della lingua dal punto di vista morfo-sintattico e funzionale) sono talmente radicati in noi da diventare praticamente impercettibili.

 

La contro-prova? Dite ora, senza pensarci su, la prima persona singolare, modo indicativo, tempo passato remoto di un verbo banale come “cuocere”. Difficile, eh? Questo vi fa capire, alla rovescia, come nella quotidianità l’uso della lingua madre sia per tutti noi un terreno assodato, sicuro e privo di particolari riflessioni formali.

 

Non a caso parliamo di lingua madre (e proprio così si definisce in moltissime lingue [die Muttersprache in tedesco, mother tongue in inglese, lengua madre in spagnolo] come se proprio volessimo esprimere il legame intimo che ci lega alla nostra lingua, che conosciamo già quando ancora non siamo venuti alla luce, dalla voce di nostra madre che risuona nel pancione.

 

E la musica? Beh, secondo moderne teorie di apprendimento musicale anche l‘acquisizione di competenze musicali (capacità di ascolto, ritmica ed intonazione, fra le altre) avrebbe radici naturali in ognuno di noi. Quindi, come incosciamente e naturalmente apprendiamo la nostra lingua madre, in un modo assai simile e mediante un approccio esperienziale diretto e fin dalla tenera età, gli individui sviluppano competenze musicali senza scontrarsi con la didattica, le regole e il pentagramma, ma imparando ad esprimere sè stessi attraverso la musica e a godere dei momenti di ascolto in modo profondo e attivo.

Per un approfondimento mirato su queste teorie  di apprendimento musicale rimando con piacere alla pagina dedicata e curata dall’Audiation Institute https://www.audiationinstitute.org/music-learning-theory/metodo-gordon.html .

 

Chiudo con una riflessione legata all’apprendimento della lingua straniera: Nulla è come casa, questo è fuori discussione. Contemporaneamente però impegnarsi, anche in età adulta, nell’apprendimento di una lingua straniera attraverso un approccio didattico comunicativo permette ad ognuno di noi di arricchirsi, di mettersi alla prova e di potersi confrontare con realtà che talvolta, altrimenti, sarebbero precluse. Amo ricordare ai miei studenti, in modo particolare di Tedesco, che vale la pena faticare e sudare in alcune fasi dell’apprendimento anche solo per il piacere profondo che si arriva a provare nell’istante in cui ci si rende conto di dominare una nuova lingua straniera.

 

Natural born listeners? Senza ombra di dubbio, con l’esercizio, poi, si arriva ovunque (o quasi) J

 

Nadia Franzosi, insegnante di inglese e di tedesco presso Centro Studi Ad Maiora