Quando riprendi una lingua….

L’ho sempre detto ai miei studenti, quindi visto che mi è accaduto, non dovrei esserne stata sorpresa…..ma lo sono stata lo stesso!

Io e mio marito ci siamo presi 5 giorni di pausa durante il periodo di Natale e siamo stati in Svizzera; l’idea era di rilassarci in un ambiente completamente diverso dove non avremmo avuto “distrazioni lavorative”,  cosi è stato!

Il “caso” ha voluto che avessimo scelto la Svizzera tedesca e anche se la lingua comunemente parlata in Svizzera non è proprio Hochdeutsch, il tedesco puro, bensi lo Svizzero, le persone si rivolgono agli stranieri in tedesco.

Ho studiato tedesco come seconda lingua all’università e lo parlavo anche piuttosto bene, visto che ho trascorso periodi lunghi in Austria e Germania, ma si è trattato di più di 20 anni fa. Poi l’ho messo da parte, semplicemente perché le occasioni di parlarlo sono diminuite e ho scelto di concentrarmi sull’inglese come lingua di insegnamento, insieme ad occuparmi della gestione della scuola.

Nei corso di questa breve vacanza ho iniziato da subito a parlare in tedesco, senza sfruttare il comodo inglese, visto che la maggior parte degli svizzeri lo parla, in particolare chi è a contatto con i turisti, come il personale dell’hotel e dei ristoranti.

Mi sono resa conto, ripeto, non che non lo sapessi, che riuscivo a rispondere in modo naturale… magari non mi tornavano in mente tutte le parole, ma visto che le domande che facevo riguardavano situazioni tipiche alla reception di un hotel, al ristorante, alla stazione del treno o la richiesta di informazioni per strada, le espressioni che utilizzavo riaffioravano alla mente e, se non le ricordavo, mi facevo aiutare. Spesso ascoltare l’interlocutore è utile per trovare le parole che mancano e che, quindi, si possono riprendere nella frase successiva.

L’esperienza mi ha insegnato a non esitare, anche se non capivo esattamente, e a incalzare con una domanda successiva per chiedere chiarimenti. Mi sono trovata anche in situazioni in cui mi parlavano in Schwyzerdütsch, ma senza battere ciglio ho pazientato che passassero al tedesco.

Questa esperienza mi ha aiutato a ricordarmi che ciò che noi docenti insegniamo è proprio vero… ripeto, non che non lo sapessi, ma il fatto che mi sia accaduto nuovamente può essere di stimolo anche per altri.

E quindi suggerisco a te che forse da tempo non parli l’inglese e che temi di non essere all’altezza di una conversazione quando andrai in giro per l’Europa di non aver paura. In primo luogo, i tuoi sforzi verranno apprezzati nella maggior parte dei casi, anche se farai qualche errore e poi, se non capisci, puoi sempre chiedere una seconda o anche una terza volta e, infine, buttarti in una risposta che magari non è proprio la risposta alla domanda, ma alla fine ci hai provato e la volta prossima andrà meglio!

 

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.
Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.