Ricordo ciò che mi diverte…. applichi questa regola all’inglese?

L’avessi saputo quando studiavo, avrei evitato di passare ore e ore sui libri. E’ stato utile solo per avere una buona media a scuola, ma la vita è altro…

Ricordiamo ciò che ci diverte, che ci colpisce e ci muove delle sensazioni. E’ per questo che non potrò mai dimenticare l’alfabeto inglese che ho imparato in prima media grazie alla mia insegnante. Forse non era un modello di insegnamento, dimenticava di correggerci i compiti in classe, a volte li perdeva perché il gatto li aveva scambiati per la sua palla, ma grazie a lei ho imparato l’alfabeto inglese con una semplice canzone.

Tornata da un’esperienza come ragazza alla pari, una mia amica mi aveva detto che non si sarebbe mai dimenticata un termine come knickers che sta per slip perché la sua host mum le diceva di stenderle in un certo modo. Il fatto di aver sperimentato la cosa gliel’aveva fatto restare impresso. Quando andava al mercato la signora le diceva di comprare aubergines, le melanzane. All’epoca non c’erano i dizionari online, quindi si rendeva conto di cosa stava chiedendo solo quando il venditore le dava, appunto, le melanzane.

Dei mesi passati a Londra ospite di una signora dello Sri Lanka ricordo alcune espressioni come He’s not my cup of tea con cui si riferiva al suo fidanzato del momento; mi raccontava che non era esattamente il suo tipo; la cosa mi era rimasta impressa perché mi aveva fatto ridere…. E chi si dimentica un’espressione cosi, collegata alle disavventure della situazione?

Quando a 17 anni ho fatto la ragazza alla pari in un college con la mia amica Raffa ricordo la “disperazione” del responsabile biancheria quando cercava di farci pronunciare sheet nel modo corretto, a noi occorrevano le lenzuola, non qualcosa d’altro. Naturalmente la situazione ci aveva fatto morir dal ridere ed il responsabile era stato molto simpatico… alla fine abbiamo imparato la distinzione tra sheet e shit che per un italiano non è cosi immediata.

Queste esperienze valgono più di tutte le ore passate sui libri; è per questo che il famoso click in una lingua scatta più facilmente quando si è nel contesto culturale e linguistico. Non che il resto non serva, ma se trovi il modo di collegare i vocaboli e le espressioni che impari a qualcosa di divertente, il gioco è fatto!

 

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.
Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.