Umgangsprache vs Uni: Zwei Seiten der selben Erfahrung

Ogni competenza, compresa quella linguistica, si rafforza grazie all’apporto di esperienze personali, soprattutto se emotivamente forti e importanti. L’aspetto più curioso è che questo incentivo all’apprendimento risulta praticamente impercettibile: siamo talmente assorti nel vivere nuovi rapporti interpersonali, situazioni stimolanti e spesso nuove che la nostra acquisizione linguistica sembra passare in secondo piano, anche se in realtà non è assolutamente così.

In scia a questa riflessione ricordo sempre con tenerezza una delle prime esperienze di comunicazione che ho vissuto, a mie spese, durante la mia prima esperienza lavorativa in Germania: fresca del primo triennio di studi universitari di lingue e mi sono candidata per una borsa di studio-lavoro a Düsseldorf che, con mia grande soddisfazione, ho vinto.

A 22 anni sono partita, sola, alla scoperta del mondo tedescofono che studiavo sui libri e con qualche breve esperienza all’estero ormai da 8 anni, forte delle mie competenze (o almeno di quelle che ero convinta di avere). Sono arrivata in aereoporto e, via treno, mi sono spostata in una cittadina vicina dove mi ero organizzata per l’alloggio per i successivi 6 mesi. Arrivata in stazione, intorno a mezzanotte, non mi sembrava vero: sola, indipendente, curiosa, alla scoperta di un mondo che, mi sembrava, non aspettasse che me.

Con fatica trascinavo la mia valigia alla ricerca di un’area taxi e un ragazzo, dall’aspetto non proprio affabile nè raccomandabile, mi ferma e mi chiede: “Has’du Kippe?”. In quel momento il mondo mi è crollato addosso: Non solo non avevo assolutamente capito la richiesta ma questo individuo sconosciuto e, non lo nego, dall’atteggiamento anche un po’ minaccioso, continuava a fissarmi con sguardo indagatore. Timidamente gli risposi, nei modi più gentili e cordiali possibili, che non avevo compreso chiedendogli, sempre assai gentilmente, di ripetere. I secondi trascorrevano come ore ed ecco, nuovamente la criptica richiesta: “Also, Has’du Kippe???”. Ok, pensavo, il verbo è chiaro [Has’: forma colloquiale contratta della forma verbale hast, seconda persona singolare dell’infinito haben… in altre parole “Hai”], soggetto ci siamo [du, ovvero “tu”]… quindi “Hai tu….. ma cosa?”. Nella disperazione dell’atto comunicativo non riuscito inizio come una vera sprovveduta a svuotarmi la borsa: fazzoletti? Portafoglio? Chiavi? Cartacce? Sigarette? Ed eccoci qui: In modo direi proprio poco galante lo sconosciuto voleva una sigaretta. Contento di aver ricevuto ciò che voleva la accende, mi volta le spalle e se ne và sogghignando un “Grazie!”, in italiano, sottolineo…

 

Ok, non tutte le esperienze sono proprio edificanti ma tutte, in un modo o nell’altro, ci influenzano nel nostro apprendimento. Mai dimenticherò questa espressione, davvero umgangsprachlich!

 

Nadia Franzosi, insegnante presso Centro Studi Ad Maiora di inglese e tedesco