Viaggiare da giovani…

“Scusi, sarebbe così cortese da dirmi se per lei è possibile accompagnarmi in Piazza Rossa?”…

E’ iniziata così la mia prima esperienza come studentessa all’estero, precisamente a Mosca, sotto la neve abbondante di febbraio, il giorno dopo l’arrivo nell’istituto che mi avrebbe ospitato per circa 1 anno.

Volevo visitare la Piazza Rossa, così tanto decantata dai miei colleghi di corso e quindi la cosa migliore era fermare un taxi e andare dritta all’obiettivo, provando a mettere in pratica il mio russo.

La frase che appunto ero riuscita a formulare era corretta e costruita in modo impeccabile, così come ti insegnano in Università. Peccato che la lingua viva spesso sia un po’ diversa.

Il taxista, dopo aver apprezzato il mio impegno con un sorriso mi aveva risposto: “Certo! Partiamo” e in macchina mi aveva poi chiesto: “Sei una studentessa straniera? Hai formulato una frase ben costruita per chiedermi un passaggio. Ma noi, nell’uso quotidiano diciamo semplicemente: Piazza Rossa, prego!”

Proprio come da noi in Italia…

Era stato inutile pensare al verbo più complesso, alla costruzione personale o impersonale ecc. Bastavano tre parole semplici e chiare e lui mi avrebbe capito perfettamente.

Viaggiare da soli, da giovani, non è solo una grande opportunità per mettere in pratica quanto hai imparato a scuola, ma è soprattutto una fantastica scuola di vita.

Da solo non puoi appoggiarti al tuo migliore amico per ordinare da mangiare, perché ti vergogni di parlare, mentre lui, secondo te, è più disinvolto; non puoi aspettare di conoscere qualcuno che ti aiuti a comprare il biglietto della metro o la tesserina del telefono o qualunque altra cosa che ti serva in quel momento.

Devi muoverti da solo, e mettendoti in gioco, provando a lanciarti con quello che sai, inizi a costruire la tua esperienza da persona adulta autonoma, che impara a pianificare la sua giornata, a programmare le ore tra impegni e divertimento, a preoccuparsi di pulire la stanza/appartamento, a mettere in conto di andare a fare le spese per non ritrovarsi con il frigo vuoto, ecc.

Più diventa lunga la tua permanenza, più sei costretto ad affrontare altre situazioni di vita quotidiana: la posta, la banca, le agenzie per il lavoro, e tutto in lingua, tra sbagli, correzioni, incomprensioni e soddisfazioni quando arriva il risultato.

Le lingue oggi più che mai non sono solo un VOTO a scuola, sono un’incredibile ricchezza personale, uno strumento imprescindibile per essere indipendente sia fuori che dentro il tuo Paese, visto che potresti trovare anche una grande occasione, parlando con uno straniero conosciuto nella tua città.

 

Concetta Donvito, direttrice di Centro Studi Ad Maiora dal 1998 insieme a Maria Tagliaferri, ha vissuto alcuni anni a Mosca per motivi di studio e di lavoro.