You are what you speak

Forse non tutti sanno che l’ambiente e le condizioni nelle quali ci troviamo quando creiamo un ricordo per la prima volta e il nostro stato d’animo di quel momento, influenzano fortemente se, e e quanto dettagliatamente, ricordiamo qualcosa: secondo gli esperti, più emozioni vengono attivate quando creiamo un ricordo, più facile sarà il suo consolidamento. Ecco perché a scuola si fatica ad imparare concetti spiegati da professori noiosi o… antipatici! Ed ecco altresì perché sono fermamente convinta che i nostri rapporti interpersonali influenzino il nostro approccio alle lingue…e viceversa!

Ovviamente tali convinzioni sono corroborate dalla mia lunga esperienza con le lingue: personale, come studentessa, di studio e lavoro all’estero e, infine, di insegnante di inglese e francese.

Personalmente, posso dire che studiare le lingue e praticarle ha cambiato in maniera assolutamente positiva il mio modo di relazionarmi.

Finita la triennale in università, ho deciso di mettere da parte le mie insicurezze e il mio timore e partire per passare un’estate a Dublino lavorando come ragazza alla pari. Da subito ho cercato di considerare il fatto di non parlare la lingua locale alla perfezione come uno spunto per crescere, non come un ostacolo. Parlare inglese con gli irlandesi, popolo notoriamente aperto ed accogliente, mi ha in qualche modo portato ad assumere delle caratteristiche caratteriali e comportamentali dei locali. E così non solo ho migliorato la mia conoscenza della lingua, ma ho pure imparato ad essere meno timida e più intraprendente.

Al contrario, invece, durante il mio soggiorno Erasmus a Praga la generale ostilità della popolazione locale mi ha demotivato dal provare ad imparare le basi della lingua ceca.

Ho vissuto qualche mese anche in Svezia, in Francia ed in Estonia, e potrei raccontare innumerevoli piccoli episodi, più o meno divertenti, relativi alle connessioni fra lingua parlata e relazione con l’altro.

Per raccontarvi un aneddoto, un giorno ero al pub con un ragazzo francese che frequentavo e due amici di Birmingham e quando lui mi ha fatto arrabbiare, nonostante il nostro patto di parlare solo inglese stabilito in quanto lui voleva far pratica e imparare da me, abbiamo iniziato a discutere in francese. E non solo il mio umore era cambiato: a cambiare è stato anche il mio approccio! Quando parlo francese ho, in qualche maniera, un differente modo di esprimermi, di dare voce ai miei pensieri e di rivolgermi agli altri rispetto a quando parlo inglese o, ovviamente, italiano!

Insomma, nello stesso modo in cui noi siamo sempre noi stessi, ma ci atteggiamo diversamente a seconda della persona che abbiamo davanti e del contesto in cui uno scambio avviene, credo che, in una certa misura, lo stesso accada quando ‘switchiamo’ da una lingua a un’altra.

Concluderei parafrasando un popolare detto: you are what you speak!

Silvia Sardi, insegnante di inglese e francese presso Centro studi Ad Maiora