თბილისი – Tbilisi


Quale città ha colpito il mio cuore?
La risposta è facile. Dove sono cresciuta e dove ho le radici profonde e forti proprio quella
città, la quale si chiama -Tbilisi (capitale della Georgia). Purtroppo non tanti la conoscono,
allora oggi colgo l’occasione per parlarvene.
Caminando sulle sue vie senti la fusione delle varie culture, dei secoli e della richezza della
storia. E’ veramente da ammirare il suo passato millenario, Infatti fu fondata nel V sec.
d.C. e divenne capitale della Georgia nel VI secolo.
Tbilisi si estende su una vallata attraversata dal fiume Mtkvari. Nella parte antica della città
che si chiama Vecchia Tbilisi, sono da ammirare le case di legno che con i loro balconcini
ricamati sembra vogliano accogliere cordialmente ogni visitatore. Tbilisi è una miscela di
culture, atmosfere, odori, sapori, che si incontrano agli angoli di ogni strada.
Anticamente l’attuale territorio di Tbilisi era coperto da boschi, e lo era anche nel 458 d.C.,
quando, secondo la leggenda popolare, il Re della Georgia Vakhtang Gorgasali, durante una
battuta di caccia con il suo falco, nel tentativo di catturare un fagiano, trovò gli uccelli morti,
entrambi uccisi dalle ustioni provocate loro dai vapori molto caldi che scaturivano da una
vicina sorgente d’acqua sulfurea.Fino ad oggi, nella città vecchia abbiamo bagni di zolfo.
Quest’acqua è molto salutare per la pelle.
Il Re Vakhtang allora, incantato da quella sorgente di acqua calda e sulfurea, ordinò che su
quel luogo fosse eretta una città, e la chiamò “Tbili”, che in georgiano significa appunto
“tiepido”.
Per tutti i georgiani, le madri e in generale le donne sono molto importanti. Ecco perché a
Tbilisi c’è la statua della Madre della Georgia. La chiamiamo “kartlis Deda”. Lei tiene una
spada nella mano destra, che è per i nemici e tazza di vino nella mano sinistra, che è per gli
amici. Perché tiene il vino nella mano sinistra? Perché crediamo che questa mano sia più
vicina al cuore ed esprimiamo amore nella nostra lingua verso i nostri amici così.
In effetti, non posso fare a meno di parlare della lingua georgiana la quale appartiene al
gruppo sud-caucasico (cartvelico).Una lingua franca e unica con una propria tradizione
letteraria. L’attuale alfabeto georgiano comprende 33 lettere e fa parte dei 14 alfabetti
esistenti nel mondo. Ne siamo veramente fieri di esso.
Il georgiano è una lingua agglutinante e anche posposizionale. Ci sono alcuni prefissi e suffissi
che vengono uniti insieme in modo da formare un verbo. Vale a dire che le apposizioni sono
poste dopo (piuttosto che prima) dei sostantivi che esse modificano, come suffissi o come
parole separate. Molte posposizioni georgiane corrispondono nel significato a quelle italiane
(inglesi, francesi, ecc.). )Il georgiano ha una struttura frasica primaria soggetto-verbo-oggetto,
ma l’ordine delle parole non è così rigoroso come in alcune lingue germaniche. In georgiano ci
sono le declinazioni, non ha genere grammaticale; anche i pronomi sono di genere neutro e
non esistono articoli. Perciò, per esempio, “ospite”, “un ospite” o “l’ospite” hanno la stessa
valenza. Detto questo, spero di avervi incuriosito e il resto lo lascio a voi da scoprire .
მადლობა

Kethy Maisuradze – insegnante di francese. Collabora con Centro Studi Ad Maiora