2 consigli per migliorare il nostro inglese

Sempre più avverto la necessità di far fruttare il tempo al meglio e se, fino a qualche anno fa, una volta terminato lo studio o il lavoro pensavo principalmente ad uscire con gli amici o a rilassarmi davanti alla TV, ora non mi basta.

Credo che il periodo passato in quarantena mi abbia fatto recuperare quei tempi occupati dal viaggio quotidiano in auto al lavoro – quasi due ore di strada al giorno –  e gli aperitivi mancati con i colleghi o le amiche.

Un libro era sempre pronto sul divano, in modo da poter avere un’alternativa veloce alla più comoda, ma spesso noiosa o stressante TV. Ho ripreso in mano opere integrali in inglese di autori classici, ma chi legge potrebbe, giustamente pensare che sia troppo complicato. Confermo che immergersi nella lettura di un autore classico o moderno potrebbe essere complesso e demotivante, a meno che non sia abbia un consolidato C1*. Per tutti gli studenti di inglese intervengono in soccorso i graded readers, le letture graduate di Penguin, Oxford o Cambridge in cui spaziare dalla fiaba al thriller, dal romanzo alla biografia fino al testo di attualità. Sul testo non solo è indicato il livello, ma anche il numero di parole utilizzate. Partendo da un livello basso, ad esempio un A2 – dipende anche quale effettivamente sia il tuo livello –  si aumenta il lessico in modo sorprendente e leggere è anche divertente. Si è in grado di capire praticamente tutto, anche le parole che conosci, in quanto le deduci dal contesto. E’ un’esperienza e un’avventura davvero gratificante anche a detta dei miei allievi che con la costanza hanno potuto arricchire il loro lessico. Quando la lettura diventa relativamente semplice con i testi di livello C2, allora è il momento di passare ai testi in versione integrale!

Leggere è una componente importante per migliorare la conoscenza di una lingua, ma non solo. Con la lettura si lavora sull’apprendimento passivo della lingua, ma posso leggere un termine anche 100 volte, poi devo saperlo utilizzare. Per poterlo fare l’unico modo è parlare… e allora dato che in aprile non si poteva incontrare persone, perché non farlo su internet sfruttando gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione? Se non posso andare ad una serata in cui si parla inglese in compagnia di una birretta e amici perché non farlo sulle piattaforme che ci vengono messe a disposizione? Una lingua la puoi parlare anche cosi ed è fondamentale farlo per poter mettere in atto tutte quelle parole che altrimenti non padroneggiamo, conosciamo in modo vago, ma non sappiamo usare in modo corretto e sicuro. Come farlo? Perché dovrei partecipare ad un aperitivo in lingua a distanza (per giunta) se non parlo bene? Perché l’unico modo per migliorarsi è trovare il coraggio di buttarsi e non preoccuparsi delle brutte figure. Non importa se non utilizzo il Queen’s English, per quanto possa essere affascinante, perché l’inglese che utilizzerò mi occorrerà per parlare con altre persone straniere molto probabilmente o con americani o sudafricani, che pure usano l’inglese come lingua madre, ma con accenti ed espressioni totalmente diversi dall’Inglese standard.

E allora, per concludere, fai quel salto, dedicati, da un lato alla lettura per imparare nuovi termini, ma poi mettili in atto; non aspettare di diventare perfetto perché, se aspetti non lo diventerai mai. Una lingua si impara e si migliora anche a forza di “figuracce”, per modo di dire, perché a nessuno importa cosi tanto se sbagli, ma non rifugiarti nella grammatica – devo migliorare la grammatica prima – perché sarai davvero stimolato a migliorare la grammatica quando inizierai a parlare e a chiederti: “Come si dice: Se fossi andato, sarei stato felice?” Oppure: “Se mi fossi buttato, ora parlerei l’inglese bene”

*si tratta dei livelli del CEFR, Common European Framework, o Quadro Comune Europeo di Riferimento, ed è una scala funzionale a descrivere a che livello si conosce una lingua

Maria Tagliaferri, Responsabile Formazione di Centro Studi Ad Maiora, Direttrice insieme a Concetta Donvito dal 1998.

Appassionata di lingue e di culture diverse, crede che il modo migliore per imparare una lingua sia attraverso l’esperienza e il divertimento organizzati in un metodo esperienziale nel quale desidera cimentarsi.