Have fun and learn!

Ti sei mai fermato a pensare a come i tuoi ricordi siano generalmente molto più vividi se legati ad emozioni forti? Non necessariamente positive o negative ma forti, significative per il momento in cui le hai vissute. Il potere evocativo delle emozioni, quelle di pancia, per capirci, è oggetto di studio anche in ambito linguistico e, non per nulla, la didattica moderna delle lingue straniere vede fra i suoi cardini principali proprio quello del divertimento.

Con i più piccoli, mi riferisco ai bambini dall’età prescolare fino alla scuola primaria, l’impatto del metodo “Have fun and learn!” è fenomenale, in tutte le lingue: non avendo alcun tipo di freno inibitore il giovane studente si lascia completamente andare nell’ambiente di apprendimento giocoso e scanzonato che la docente crea, con giochi, canzoni, colori, musica, body percussion, dinamismo e attività moto-sensoriali.

Risulta talvolta un po’ più complicata l’applicazione di queste tecniche con studenti adulti, soprattutto in mini-gruppo, in quanto entrano chiaramente in gioco ruoli sociali, imbarazzo e vincoli che inibiscono talvolta il fluire delle emozioni e l’attivazione dell’apprendimento naturale. Ritengo comunque che siano metodi applicabili, con le dovute accortezze (evitando magari l’utilizzo esplicito di giochi stigmatizzati come “da bambini” e proponendo invece tecniche più all’avanguardia, come appunto quella della body percussion ed evitando di proporle come prime attività in gruppi appena creati).

Venendo al sodo: Dichiaro apertamente di avere una profonda e radicata passione per il gioco, praticamente in ogni sua forma (da “Dadi bugiardi” a “Risiko”, da “Dungeons & Dragons” a “Hotel”, per non parlare poi dei videogames e del Lan-Party). Squisitamente retrò? Non necessariamente. Ritengo che il gioco (quello di ruolo in particolare) sia un piacevolissimo e naturalissimo tavolo di confronto con gli amici, un luogo neutro nel quale possiamo esprimere quei lati del nostro io che per mille motivi ogni giorno celiamo e custodiamo gelosamente. Un luogo di condivisione nel quale essere noi stessi, o chi vorremmo essere. E le lingue? Beh, parte integrante della mia vita, lo sono anche negli aspetti ludici: Il board gaming e il videogaming mi hanno infatti permesso di scoprire e apprendere vocabolario che, altrimenti, sarebbe rimasto nell’ignoto. Non solo singole parole ma collocazioni ed espressioni che posso poi applicare in contesti del tutto diversi.

Per non parlare della lingua dei draghi, dell’elfico e della lettura delle rune 😊

Nadia Franzosi, docente di tedesco e inglese presso Centro Studi Ad Maiora.

Organizzatrice di corsi di lingue per adulti e bambini, insieme a Maria Tagliaferri e Concetta Donvito.